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Jan 01
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SEO nel 2018: Ottimizzazione per la ricerca vocale

L'editorialista Bryson Meunier sostiene che, con un'attenta comprensione delle sfumature della ricerca vocale, i professionisti del marketing potranno migliorare il proprio lavoro per aiutare gli utenti a trovare esattamente quello che stanno cercando quando lo richiedono a voce.

John Mueller, analista dei trend webmaster di Google, recentemente ha richiesto feedback per scoprire come mai i webmaster si affidano al motore di ricerca per separare le query di ricerca vocale in Search Console. Se invece si desidera vedere le ricerche vocali in Search Console, allora conviene inviare il proprio feedback su Twitter come ha richiesto lo stesso Mueller.

Chi ha vissuto gli inizi del SEO mobile, sa perfettamente che molte persone ritenevano che il comportamento di ricerca mobile sarebbe stato completamente diverso da quello sul desktop, per poi scoprire che in gran parte è assolutamente simile. Da qui è comprensibile il motivo che spinge Mueller e altri a non capire perché gli utenti di Search Console vorrebbero vedere le query delle ricerche vocali separate dalle altre. Alcune query sono praticamente le stesse sia che vengano digitate in un computer sul desktop sia che vengano dettate dall'altra parte della stanza ad una homepage di Google.

Specificato ciò, esistono molti buoni motivi per volere i dati delle ricerche vocali. L'ottimizzazione per la ricerca vocale richiede alcune tattiche leggermente diverse da quelle per il SEO tradizionale. Avere una visione approfondita di queste query potrebbe aiutare a fornire un'esperienza migliore a quegli utenti che utilizzano la ricerca vocale.

Ecco tre motivi che possono convincere anche i webmaster più scettici dell'importanza dei dati della ricerca vocale:

1. MAGGIORE VISIBILITÀ SUGLI SNIPPET IN PRIMO PIANO

Una delle cose interessanti di Google Home è che quando risponde a una domanda con informazioni dal web, cita la fonte dell'informazione pronunciando il nome del sito web e invia spesso anche un link all'app Google Home di chi ha effettuato la ricerca.
Al momento, Google Home e Google Assistant rilevano snippet dai siti classificati in posizione zero a cui è stato concesso uno snippet in primo piano. Questo è il motivo per cui sempre più professionisti stanno ragionando sul come ottimizzare gli snippet in primo piano. Con una semplice ricerca dell'argomento proprio su Google, sarà possibile notare che il numero degli articoli scritti sull'argomento sia cresciuto di circa il 178% nell'ultimo anno.

rise of featured snippet optimization articles in 2017

L'analisi delle query di ricerca vocale potrebbero aiutarci a capire i tipi di query che presentano gli snippet in primo piano.

Gli esperti di marketing possono e devono dedicare tempo e risorse per fornire la risposta migliore per i frammenti di codice di uso più comune, nella speranza di ottenere la promozione in posizione zero.
Questa operazione aiuta anche gli esperti di marketing a dare credibilità al loro brand quando Google legge la loro risposta migliore all'utente che ha effettuato la ricerca, incentivando potenzialmente anche il traffico verso il sito dall'app Google Home. E questo aiuta anche lo stesso Google perché ne beneficia quando gli snippet in primo piano forniscono buone risposte e l'utente è soddisfatto dei risultati di Google Home.

Migliore è il servizio, più consumatori lo utilizzeranno e potenzialmente compreranno più unità di Google Home o telefoni Android perché penseranno che il servizio sia utile.

Se vengono rilevati snippet di elementi non validi perché nessuno tenta di eseguire l'ottimizzazione per queste query o se non vengono rilevati snippet in primo piano e l'unità di Google Home non è in grado di fornire assistenza in tale query, Google perde potenzialmente quote di mercato su Amazon nello smart speaker race e Apple nella personal assistant race. Quindi si tratta di un dare e avere.

Se Google vuole migliorare l'esperienza dei suoi utenti soprattutto nella posizione zero, occorre che i webmaster possano accedere ai dati delle ricerche vocali in Search Console.

2. UN MODO MIGLIORE PER SODDISFARE LA DOMANDA DEI CONSUMATORI E L'INTENTO DI QUERY BASATI SUL CONTESTO

Si è assistito a due eventi importanti nei primi giorni del SEO mobile quando si confrontavano le query desktop e quelle mobile.

Per prima cosa, gli utenti spesso utilizzavano le stesse parole chiave sia nella ricerca per dispositivi mobili che nella ricerca desktop; tuttavia, alcune parole chiave sono state utilizzate molto più spesso sulla ricerca mobile rispetto alla ricerca desktop (e viceversa).
Sono emerse intere nuove categorie di query quando i ricercatori hanno capito che il GPS e altre funzionalità della ricerca mobile potevano consentire loro di utilizzare query che non funzionavano nella ricerca desktop.

Un esempio del primo punto è una query come "orari di apertura", che ha un picco di volume quando gli acquirenti sono diretti verso i negozi:

mobile searches christmas day 768x480

Un esempio del secondo sono, invece, le query "vicino a me" che sono cresciute molto con la ricerca mobile e vengono utilizzate soprattutto sui telefoni cellulari.

near me search trends by device 768x480

La modalità di ricerca modifica, pertanto, il comportamento di ricerca in quanto i ricercatori comprendono quali tipi di ricerche funzionano bene sui dispositivi mobili ma non sul desktop.

Va ora considerato questo aspetto relativamente alla ricerca vocale. Esistono determinati tipi di query che funzionano solo su Google Home e con Google Assistant. "Parlami della mia giornata" è sicuramente uno di questi. Possiamo indovinarne anche altri, ma se avessimo la possibilità di accedere ai risultati delle ricerche vocali non dovremmo farlo.

Come e quanto sarebbe utile per gli esperti di marketing e i proprietari dei siti? Beh, è difficile dirlo con esattezza senza guardare i dati, ma bisogna considerare il contesto nel quale una persona potrebbe effettuare una ricerca vocale: ad esempio, guida verso il centro commerciale per acquistare un regalo e chiede a Google Home se il negozio in fondo alla strada è ancora aperto o meno.

Chi effettua la ricerca potrebbe pronunciare frasi come "a che ora apre il negozio X" oppure "Orari del negozio X" o, infine, fino a che ora il negozio X è aperto". Google dovrebbe prendere in considerazione tutte queste query ma in alcuni casi potrebbero esserci differenze significative fra il comportamento di ricerca vocale e il comportamento di ricerca digitato che influirà sul modo in cui il proprietario del sito ottimizza una pagina. Google sostiene che le ricerche vocali sono diverse in quanto è 30 volte più probabile che si tratti di query di azione rispetto alle ricerche digitate. In molti casi questi obiettivi non saranno perseguibili dal marketing, ma in alcuni sì.
Va compresa esattamente la differenza per modificare correttamente il nostro contenuto e connetterci con successo agli utenti.

Bryson Meunier ha analizzato attentamente ciò che la sua famiglia ha cercato su Google nell'ultimo periodo. Sono state riscontrate notevoli differenze fra le ricerche effettuare a casa e quelle con lo smartphone, quindi c'è motivo di credere che possano esserci nuove query nella ricerca vocale rilevanti per il marketing.

Sappiamo che ci sono domande, come "Ehi Google, parla con Dustin di Stranger Things" e "Acquista Lacroix Sparkling Water from Target", che daranno risultati completamente diversi nella ricerca vocale su Google Home e Assistant dai risultati della tradizionale ricerca. E queste query, come le query "ore di apertura", sono probabilmente ricercate molto più sulla ricerca vocale che nella ricerca tradizionale.

Il problema è, come possiamo trovare "vicino a me" della ricerca vocale se non abbiamo i dati delle stesse?

3. COMPRENDERE L'ESTENSIONE DELLA PUBBLICITÀ E IL POTENZIALE DI OTTIMIZZAZIONE PER I NUOVI MEDIA BASATI SULLA VOCE

voice search wont change in seo1

L'ultimo motivo per prestare attenzione alle query di ricerca vocale è probabilmente il più importante, sia per gli esperti di marketing che per Google.

Chiariamo meglio il concetto con un esempio concreto. Ultimamente si è sparsa la voce che i clienti volessero acquistare biglietti per eventi tramite comandi vocali, anche grazie alla diffusione di un sondaggio sull'argomento.
Un esperto di marketing e di SEO per un'azienda che vende biglietti on line potrà decidere di utilizzare queste informazioni per investire su azioni che migliorino l'esperienza di acquisto con comando vocale. Ma basterà davvero solo una voce di corridoio per convincere le aziende ad investire in questo settore?

Come nel caso della ricerca mobile nel 2005, non si sa quante persone stiano utilizzando la ricerca vocale in Google Home e Google Assistant, quindi non è possibile ancora sapere quanto sia grande l'opportunità o quanto velocemente stia crescendo. La ricerca vocale è nella fase "innovatori e early adopters" del ciclo di vita dell'adozione della tecnologia, e le ottimizzazioni fatte per questo settore non raggiungeranno probabilmente un pubblico vasto.

Dal momento che non si dispone di dati contrari da Google o Amazon, forse è più consigliabile investire in un secondo momento, quando l'impatto di questa tecnologia sul mercato significherà probabilmente un ritorno importante dell'investimento stesso.

Se si potesse entrare in possesso dei dati di Google, sarebbe possibile usarli per rendere più forte la possibilità di adozione e investimento precoci rispetto all'utilizzo dei soli dati di un sondaggio. Ad esempio, si potrebbe dire ai propri clienti "Guarda quante persone stanno cercando query con brand nella ricerca vocale e ottengono zero risultati! Investendo risorse nella creazione di un prototipo per Google Home e Ricerca Assistente, possiamo soddisfare le query di navigazione che al momento non vanno da nessuna parte e recuperare il nostro investimento". 
Invece, poiché non disponiamo di questi dati da Google, non è possibile rischiare. Google deve ancora monetizzare la ricerca vocale in modo significativo, ma quando la pubblicità verrà visualizzata su Google Home, questo tipo di analisi diventerà ancora più essenziale.

CONSIDERAZIONI FINALI

È possibile effettuare l'ottimizzazione di un sito senza conoscere quali sono le query vocali così come, allo stesso tempo, è possibile effettuare un'ottimizzazione mobile senza conoscere le query specifiche.
Tuttavia è evidente come le sfumature della ricerca vocale aiuteranno sia Google che gli esperti SEO a realizzare un lavoro migliore e un'esperienza di ricerca vocale positiva per tutti gli utenti che lo desiderano.

Jan 01
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Tendenze SEO nel 2018: cosa prevedono gli esperti?

Cosa accadrà nel 2018 che può aiutarci a superare l'incubo distopico senza fine del 2017? Cerchiamo di capire quali sono le tendenze che gli esperti del settore prevedono per il nuovo anno.

MARKETING LOCALE Andrew Girdwood, responsabile media technology di Signal, ritiene che nel 2018 assisteremo ad una svolta di Google verso il marketing locale. Questo probabilmente si tradurrà in un miglioramento di Google Local ma anche nel ricorso ad un uso esteso di test con coupon e codici in PPC.

MIOPIA ORGANICA?

Secondo Will Critchlow, fondatore e CEO di Distilled, c'è un'opinione comune che è cresciuta nel corso del tempo.

Questa opinione in parte è frutto dei cambiamenti del mercato e della regolamentazione che c'è stata nel corso del 2017 e in parte dovuta al cambiamento radicale dell'interfaccia utente. Secondo questa opinione comune, Google sarebbe uscito dal mercato mobile, rendendo sempre più difficile per i siti ottenere traffico organico dal motore di ricerca e facendo sì che sempre più click raggiungano invece gli annunci e le proprietà di Google. In quest'ottica secondo Critchlow nel 2018 sempre più brand abbandoneranno gli investimenti in ricerca organica, ottenendo un notevole danneggiamento sul lungo periodo.

I dati che si possono ricavare da Clickstream, invece, ci dimostrano come sia facile dimenticare il long tail e quanto le funzionalità di ricerca e gli annunci si trovino proprio nell'estremo long tail:

  • solo il 3-4% delle ricerche genera poi realmente un click su un annuncio. L'incredibile attività di Google, che è poi in continua crescita, si basa su un piccolo sottoinsieme di ricerche commerciali;
  • la quota di Google di tutto il traffico di referral in uscita sul web è in costante crescita, mentre le dimensioni del traffico di Facebook si stanno riducendo mano a mano che Google guadagna terreno in questo campo.

I brand lungimiranti hanno quindi l'opportunità di capitalizzare l'investimento puntando su questa crescente tendenza mentre le aziende che hanno puntato su Facebook e sui pay-to-play sono destinate a perdere tempo e denaro. Secondo Will Critchlow sarà proprio questa la tendenza più evidente del 2018.

VOICE-A-GEDDON?

Illuminante il parere di Sophie Moule, responsabile marketing della società Pi Datametrics. Secondo questa esperta negli ultimi periodi alcuni grandi marchi si stanno svegliando e si stanno rendendo conto che mentre l'attenzione si sposta dal gioco delle keywords alle ricerche vocali, in modo esponenziale e drastico cambiano sia le SERP che i contenuti prodotti.

Dopo il Mobile-Geddon stiamo dunque assistendo ad un Voice-a-Geddon? I brand sono pronti ad affrontare tutto questo? In che modo colossi come Google e Amazon risponderanno a queste tendenze? La posizione uno sarà la nuova pagina? E in che modo gli inserzionisti reagiranno a tali cambiamenti? Il traffico organico sarà considerato sempre più importante?

Quale sarà l'impatto commerciale per coloro che sono preparati rispetto a tutti quelli che non lo sono? Mike Jeffs, direttore commerciale di Branded3, è sicuro che nel 2018 assisteremo a più misure di conversazione UX e a ricerche vocali. Nelle sue previsioni Google creerà un Analytics per i comandi vocali, oltre che un modo per misurare gli utenti e i modelli di conversazione più comuni. Questo il possibile schema di conversazione fra l'utente e Google:

Utente: oK Google, dimmi che film stanno mostrando a Leeds stasera
Google: oK Mike, i film sono X Y & Z
Utente: parlami di Y
Google sinossi per Y è ...
Utente: prenotami qualche biglietto per Y stasera
Google: fatto

Questo esempio potrebbe misurare i tassi di conversione dai dispositivi di Google Home, identificando la percentuale di quanti degli utenti che hanno chiesto la sinossi di un film procedano poi effettivamente con l'acquisto del biglietto.

DATI E PRIVACY

Andrew Girdwood pensa che si assisterà ad una maggiore e continua attenzione alla protezione dei dati e della privacy.

Questa attenzione in particolare si manifesterà con il GDPR e le nuove norme della Comunità Europea sulla privacy e la sicurezza dei dati (bisognerà poi capire se la Gran Bretagna, in vista della Brexit, aderirà o meno alle nuove regole).
Proprio per rispettare queste regole, sempre più Governi saranno interessati alla crittografia e opteranno per una legislazione che riesca ad essere al passo con la tecnologia sempre più veloce.

Rispetto alle strategie SEO, questi nuovi scenari sono importanti perché alcune delle pratiche di analisi dei dati utilizzate dai più grandi brand inglesi e statunitensi sono sul filo del rasoio rispetto alle nuove regole imposte dalla UE.

Di un parere molto simile è anche David Smith, direttore operativo di Branded3.
Secondo questo esperto il GDPR renderà la vita molto più difficile alle agenzie SEO perché c'è un concreto e maggiore rischio di condivisione delle informazioni di identificazione personale come il PPC, l'email marketing etc etc.
Il nuovo regolamento di E-privacy potrebbe avere un impatto enorme su strumenti di analisi come Google Analytics ma effettivamente è ancora troppo presto per poter fare una previsione certa.

UX PIÙ VELOCE E INCENTRATA SU GOOGLE

Tim Grice è invece sicuro che verranno fatti ulteriori passi da gigante verso una rete mobile più veloce. Funzioni che ti consentono di accedere ai prodotti, informazioni sui servizi, etc, tutte cose che verranno fatte tramite la ricerca vocale di Google. Ci sarà meno dipendenza dai collegamenti, con un'attenzione maggiore verso sentimenti e menzioni.

GUERRA PER IL SALOTTO

Andrew Girdwood scommette sul fatto che il 2018 sarà l'anno nel quale i grandi brand di tecnologia si daranno guerra per conquistare il salotto.

Questo si manifesterà attraverso un sempre più massiccio ricorso ad hardware e software che permetteranno di collegare la televisione al web ma anche grazie al ricorso di assistenti personali come Alexa oppure addirittura alla VR, la realtà virtuale che per il momento sta prendendo piede soprattutto nell'ambito dei videogiochi e delle consolle.

Probabilmente i progressi non saranno particolarmente veloci in questo settore ma sicuramente la pubblicità sarà la prima a farne ricorso.

Jan 01
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Obiettivi SMART per SEO

Come si possono impostare obiettivi SEO aggressivi ma realistici per questo 2018 appena iniziato? L'editorialista Marcus Miller spiega quali sono gli obiettivi SMART e come applicarli alle tue campagne SEO.In questi primi giorni del 2018 molti SEO inizieranno a guardare al futuro e fisseranno alcuni obiettivi per le loro campagne dei prossimi 12 mesi. In questo post proveremo ad illustrare le metodologie degli obiettivi SMART che possono aiutare ad ottenere dei risultati aggressivi ma degli obiettivi realistici. 

Jan 01
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Successo web = SEO + UX

Nei tempi passati, il SEO era di semplice utilizzo: per trovarsi al primo posto nei motori di ricerca bastava infatti riempire una pagina di parole chiave (keyword) e il gioco era fatto.

Oggi purtroppo non è più così, in quanto sia Google che gli altri motori di ricerca prendono in considerazione, prima di decidere quali pagine collocare ai primi posti, altre centinaia di fattori. 

Ciò significa che gli elementi dell'esperienza utente sono stati inseriti tra le migliori strategie SEO e ora bisogna porsi domande: quanto è facile navigare su un determinato sito web? Il suddetto dispone di contenuti che incentivano i visitatori a rimanervi? È infine sicuro, mobile friendly (navigabile dai siti mobili), carica i contenuti in modo rapido e veloce?
Se la risposta è no anche a uno solo di questi quesiti, bisogna immediatamente attivarsi per migliorare le potenzialità del proprio sito Internet.

Jan 01
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8 semplici modi per utilizzare un blog per migliorare i risultati SEO del vostro sito

Vi siete mai chiesti se il vostro blog riesce a sfruttare al massimo tutto il suo potenziale? Se la risposta a questa domanda è no o se semplicemente nutrite qualche dubbio al riguardo, keep calm e continuate a leggere perché ora passiamo a fornirvi qui di seguito alcuni importanti consigli che vi illustreranno come riuscire a guadagnare semplicemente, in chiave SEO, attraverso una gestione corretta del vostro blog. Cominciamo a dirvi che SEO è l'acronimo di Search Engine Optimization: nel linguaggio di internet fa riferimento a tutte quelle attività intraprese per migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca (ad es. Google, Yahoo!, Bing, Yandex, ecc...) Eccovi quindi 8 semplici modi per utilizzare un blog per migliorare il piazzamento del vostro sito nei motori di ricerca.

Sembra proprio che oggi giorno ogni azienda che si rispetti o meno abbia un proprio blog. Però è altrettanto vero che solo pochissime tra queste riescono a sfruttare pienamente i propri contenuti massimizzando i risultati Seo. Qui di seguito trovate alcuni semplici consigli che vi aiuteranno a migliorare la visibilità, il traffico e la posizione nei risultati di ricerca del vostro blog.

Jan 01
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SEO: i 4 pilastri della tua strategia di posizionamento

L'ottimizzazione per i motori di ricerca, spesso abbreviata con la sigla SEO, può essere complicata, anzi a volte può rivelarsi addirittura troppo complicata. Per osservare tutti i parametri necessari per rientrare nei ranking del punteggio SEO, occorre attenersi a quattro pilastri fondamentali da rispettare. In questo articolo i quattro pilastri saranno semplificati, in modo da comprendere come il SEO possa rivelarsi un aspetto realmente facile se si segue una strategia correttamente delineata e ben definita.

I quattro pilastri SEO che chi possiede un sito web dovrebbe prendere in considerazione sono: 

  1. SEO Tecnico: come i contenuti di un sito possono essere indicizzati al meglio.
  2. Contenuti: avere a disposizione le risposte più rilevanti ed interessanti riguardo a specifiche richieste. 
  3. SEO On-site: L'ottimizzazione dei contenuti e del codice HTML.
  4. SEO Off-Site: garantirsi un'autorizzazione di sicurezza così che Google possa favorire la registrazione del sito nel motore di ricerca.
Jan 01
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5 consigli SEO per un e-commerce di successo

Hai bisogno di migliorare il SEO per il tuo sito di e-commerce su larga scala e non avere problemi di bandwidth? Allora segui i consigli di Brian Patterson del Columnist. 

Quando si tratta di SEO per e-commerce, molte delle tecniche tradizionali utilizzate per la semplice ottimizzazione in loco non sono fattibili. Come si può, ad esempio, scrivere titolo e meta description personalizzati per centinaia di migliaia di prodotti in vendita? Come si possono eseguire dettagliate ricerche per individuare tutte le key words che identificano i moltissimi prodotti che si devono indicizzare, creando le combinazioni più corrette? A causa dell'ampiezza di molti siti di e-commerce, l'utilizzo delle tecniche tradizionali può risultare troppo complesso o addirittura tedioso e inutile, un'attività impossibile da farne una vera e propria priorità.

Jan 01
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Posizionare le keywords short tail grazie al lavoro sulle long tail

Alcuni professionisti SEO consigliano di non preoccuparsi di conseguire posizionamento per i termini più concorrenziali. Dissonante, invece, la voce di Stoney deGeyter del Columnist che ritiene di poter conseguire la propria autorevolezza su queste key words grazie al tempo e concentrandosi sulla long tail.

Se hai un sito web relativamente nuovo o semplicemente poco autorevole, allora sicuramente sarai consapevole delle enormi difficoltà che ci sono nel posizionarsi per determinate parole chiave più ricercate e a short tail. Purtroppo qualsiasi parola chiave molto ricercata può rappresentare una sfida, anche per i siti meglio posizionati. Spesso gli esperti del settore consigliano di dimenticare le key words short tail per concentrarsi piuttosto sui termini meno richiesti. Ritengo, però, che non si possa fare a meno delle key words più desiderate e che, invece, quelle di long tail possano fare da apripista per quelle considerate short tail. 

Jan 01
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Come realizzare un controllo dei contenuti per indirizzare la strategia di marketing

Per raggiungere i vostri obiettivi di Content Marketing la prima azione istintiva è quella di creare e diffondere nuovi contenuti, dimenticando spesso che, dopo averli postati, vanno aggiornati o riutilizzati.

Jan 01
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5 errori SEO tipici per chi cura un blog

Il marketing digitale si è evoluto in maniera significativa negli ultimi due decenni. E tra l'algoritmo in continua evoluzione di Google e il diluvio di contenuti disinformativi che galleggiano nell'universo del marketing digitale, è molto facile perdere di vista le attività di base da impiegare nelle proprie strategie SEO e di marketing.

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