I 10 trends che nel 2019 domineranno i social media

I 10 trends che nel 2019 domineranno i social media
Feb 11 Scritto da 
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L'inizio del nuovo anno è sempre un'occasione unica per rivalutare quanto fatto nel corso dell'anno precedente dal punto di vista della crescita della propria azienda e della comunicazione sui social media. Non solo. Il nuovo anno è anche un momento per valutare come agire al fine di migliorare la propria strategia di marketing (sempre sui social media, ovviamente), potendo analizzare nuovi metodi per intrattenere rapporti su larga scala.

Alla pari di qualsiasi altro canale comunicativo, i social media sono attraversati da una lunga e continua fase di evoluzione. Cambiano le persone, cambiano le tecnologie, cambiano persino le capacità insite nell'intelligenza artificiale delle piattaforme social, i quali stanno divenendo strumenti sempre più integrati con la quotidianità degli esseri umani.

Alla luce di tutto ciò, è bene porsi alcune domande sullo sviluppo futuro dei social media: quali saranno le tendenze chiave sui social nel 2019? Quali saranno i trends da tenere in considerazione e da non sottovalutare per migliorare la strategia comunicativa della propria azienda?

Per riassumere la questione con le parole di Trish Carey, direttore marketing dell'azienda produttrice del software SellerEngine: "Vedremo un sacco di cambiamenti nel 2019, certo, ma per me la cosa veramente importante sarà ancora cercare di capire il pubblico, creare messaggi e metodi comunicativi diversi, indirizzati e appropriati ad un certo target, dar vita a contenuti sempre accattivanti".

Ricollegandosi alle parole di Carey, c'è molto da dire in proposito. Ed è proprio per questo motivo che vale la pena andare alla scoperta dei 10 trends più importanti del 2019 per i professionisti del marketing, i brand e le imprese facendo riferimento all'opinione dei 30 massimi esperti odierni sui social media.

Ama il tuo pubblico e prenditi cura di lui

Se non ti interessi al tuo pubblico e se non ti prendi cura del tuo target, perché ti aspetti che il tuo pubblico debba interessarsi a te e dimostrare lealtà nei tuoi confronti?

Nel 2019 l'obiettivo principale dei professionisti del marketing dovrebbe essere quello di assecondare il volere del pubblico a cui si fa riferimento, soddisfando i bisogni e le esigenze della collettività.

Secondo Jasmine Sandler, CEO e proprietaria di JS Media, essere autentici e puntuali nel soddisfare le esigenze del pubblico è un buon inizio per dare il via alla propria strategia comunicativa.

"Per puntualità mi riferisco al fatto di rispondere rapidamente ai reclami, ai problemi e alle domande dei clienti", afferma Sandler. "Ma tutto ciò può non bastare, poiché alla puntualità andrà associata un'autenticità che prevede che l'interesse dell'azienda nei confronti del cliente sia reale. Supportare il proprio pubblico di riferimento è un'attività fondamentale per la crescita della fedeltà nei confronti dell'azienda stessa".

Le aziende devono tenere a mente che la "novità" apportata dai social media è finita, afferma Brent Csutoras, comproprietario e consulente del Search Engine Journal.

"Le aziende intelligenti stanno iniziando a capire che le connessioni e il marketing diretto con gli utenti, realizzato attraverso i siti e le applicazioni di social media, hanno a che fare con la presenza e l'interazione del pubblico all'interno dei siti stessi e delle applicazioni, piuttosto che essere legati al concetto di aumento della visibilità e aumento del traffico sul web", prosegue Csutoras. "Nel 2019 le aziende devono prendersi del tempo per comprendere i propri clienti e le modalità con cui questi amano interagire con il marchio sui vari siti di social media, per poi intrattenere con loro un legame più stretto e confidenziale cercando di rapportarsi nel tono più adatto, supportandoli al meglio".

Nel 2019 i social media approfondiranno ulteriormente le interazioni tra sito e pubblico concentrandosi sui singoli utenti.

"Una delle cose migliori che i brand possono fare sui social media è essere sensibili ai gusti dei loro clienti, dimostrarsi coinvolti con il pubblico", afferma Kevan Lee (VP Marketing di Buffer). "Il vantaggio sulle altre aziende va creato rispondendo in maniera diretta ad ogni singola richiesta, commentando ogni singolo post online".

Rebecca Murtagh, autrice, relatrice e consulente aziendale, concorda con Lee.

"Non importa quanto grande o piccolo sia un marchio. Ogni tipo di cliente, inclusi i dipendenti e gli investitori, si aspetta una maggiore interazione personale basata su un rapporto più approfondito", dice la Murtagh. "I marchi che scelgono di affrontare un simile impegno sociale con un vero e proprio desiderio di costruire relazioni saranno i marchi vincenti del 2019, e oltre!".

Come afferma Erin Jones, fondatore di RepBright: fai sapere al tuo pubblico che è importante per il tuo marchio, e il pubblico ti aiuterà a far crescere il marchio stesso.

"Se vuoi aumentare la tua copertura sul piano collettivo, devi diventare una risorsa di inestimabile valore per il tuo pubblico, nonché interagire con loro di conseguenza", continua Jones. "I clienti promuoveranno il tuo marchio per te, comportando un aumento considerevole della tanto desiderata copertura".

Ma come gestire tutte le varie conversazioni social fornendo al contempo un servizio clienti in tempo reale? Tutto ciò è reso possibile, secondo Debbie Miller (presidente di Social Hospitality), dall'utilizzo della giusta strumentazione di monitoraggio.

"Le aziende che monitorano e partecipano alle conversazioni con i loro clienti (e potenziali clienti) saranno in grado di coltivare relazioni più autentiche con quelle persone, avendo ancora una volta la possibilità di distinguersi rispetto all'alto numero di aziende che invece non si muovono in quest'ottica", afferma la Miller.

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Racconta storie autentiche e condividi i momenti che contano

Il 2019 sarà l'anno dell'autenticità sui social media? Per Anna Crowe, assistente redattore di Search Engine Journal, sarà così.

"Il consolidamento dell'autenticità significa minor diffusione di aggiornamenti statici e maggior diffusione delle informazioni sul 'dietro le quinte', in maniera tale da coinvolgere il pubblico nella fase creativa delle aziende e creando maggiore intimità", ha detto la Crowe. "Le storie vere danno vita ad una relazione più trasparente e significativa tra l'utente e il marchio".

Naturale conseguenza di un cambiamento simile è l'aumento del lavoro per marketer e marchi, in quanto è richiesta una miglior capacità narrativa e descrittiva in merito agli aspetti caratteristici dell'azienda.

"Per superare il caos di questa innovazione, bisogna tenere a mente che vi è la necessità di raccontare storie importanti per le persone, non per il tuo marchio", afferma Mae Chong, Digital Strategist di Brew Interactive. "Le aziende hanno bisogno di condividere i momenti che contano per il pubblico, e non per il brand. Stesso discorso per la condivisione dei segreti dell'azienda che possono contare per le persone, non per la crescita del marchio".

Già, ma come individuare i contenuti che potrebbero interessare al grande pubblico? Dennis Yu sembra avere la risposta giusta: "amplificare il proprio raggio d'azione" incrociando le metodologie di ricerca con i social.

"Crea video di un minuto inerenti agli argomenti trattati all'interno dei tuoi migliori contenuti web, dopodiché pubblica questi video su Facebook, LinkedIn e altri canali", ha detto Yu. "In questo modo scoprirai che i video di un minuto raggiungono il 400-500% in più di contatti su LinkedIn rispetto a Facebook".

"Prendi i tuoi post migliori dai tuoi profili social e convertili in un articolo, così da sfruttare il potere sociale per alimentare sia il ranking delle ricerche che il traffico", continua Yu. "Potrai riutilizzare i video e i podcast live di Facebook all'interno di liste, tweet, altri articoli e contenuti derivati".

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Lavora con influencer e microinfluencer

La marketing authority di Facebook, Mari Smith, ha affermato che l'influencer marketing risulterà una tendenza dominante nel 2019.

"Assisteremo ad una grande crescita degli influencer più famosi, con i quali le aziende creeranno campagne di successo, così come vedremo aumentare il numero di microinfluencer (utenti comuni da 1.000-5.000 follower)", continua la Smith. "Marchi e aziende faranno a gara per dare vita a strategie di marketing dall'efficacia comprovata, e in particolare andranno sempre più alla ricerca delle agenzie di influencer più valide".

Adam Proehl, partner e cofondatore di NordicClick Interactive, si aspetta che il marketing dei microinfluencer diventi una parte preponderante del commercio online, nonché una tendenza chiave per il 2019.

"Strumenti come Mavrck, Neoreach e Traackr aiutano i grandi marchi a trovare e sviluppare relazioni con i microinfluencer attraverso un'efficacia e una garanzia che nessun essere umano sarebbe in grado di eguagliare", afferma Proehl.

"Quando si parla di social, tutti giocano un ruolo fondamentale, tutti possiedono un'identità digitale ben definita", ha detto Barrie Moran, direttore e fondatore di Purple Imp.

"Impegnarsi a fondo con gli influencer è la chiave", continua Moran. "Sapere a chi parlare, quando e come parlare al grande pubblico, sapere quando rimanere in silenzio e ascoltare la collettività sono tutte abilità fondamentali per i social marketer".

Nel frattempo, Mark Traphagen, Content Strategy Director di Perficient Digital, ha affermato che trasferirà gran parte dei suoi sforzi sui social media in maniera tale da consolidare partnership strategiche attraverso la costruzione di relazioni.

"Mentre continuo ad utilizzare i social come canale promozionale, in particolare per i contenuti della nostra azienda, ho notato che il ritorno maggiore l'ho avuto dal punto di vista della connessione con influencer non competitivi e imprenditori", ha affermato Traphagen. "Ciò mi ha consentito di andare incontro a nuove opportunità per progetti comuni, confrontarmi al meglio con i clienti, dar vita a iniziative facilmente condivisibili, condividere dati su studi e ricerche e molto altro ancora".

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Video, video, video!

Video nuovamente come tendenza di prim'ordine? Certo che sì.

Per la maggior parte dei marketer, i video (sia live che caricati nelle modalità canoniche) non possono essere considerati una vera e propria novità, visto l'utilizzo diffuso che viene fatto di simili contenuti multimediali.

Quali novità aspettarsi per il nuovo anno:

  • Direct video: Victoria Edwards, Senior Manager dei social media per GuideWell Connect, prevede di "vedere più marchi potenzialmente in collaborazione con gli influencer, o assistere allo sviluppo di contenuti dotato di un tocco più umano, di alta qualità".
  • Vertical video: "Il 2019 sarà un anno irrinunciabile per IGTV, con Instagram che spinge per diffondere ulteriormente i propri servizi ad un pubblico sempre più ampio. Inoltre, assisteremo ad una continua crescita del consumo di vertical video su Facebook", afferma Mari Smith.
  • Interactive video: "Il solo fatto di postare video creati di propria iniziativa non basterà più nel 2019. L'obiettivo dell'immediato futuro sarà quello di realizzare brevi video che possano essere pubblicati in forma di annunci, ma senza apparire in una continuità tematica con i filmati pubblicati su Facebook Watch e IGTV", afferma Michelle Stinson Ross, Marketing Operations Director di Apogee Results.
  • Maggior numero di video realizzati tramite smartphone: "I marketer sapranno cavarsela anche realizzando video direttamente con gli smartphone, così da rimanere al passo con il ritmo dei contenuti che i consumatori cercano sul web. I video realizzati con gli smartphone sono di qualità accettabile, il che significa che non diminuiscono affatto il valore del marchio. Al contrario, il brand risulterà decisamente più accessibile e affidabile", dice Nancy Rothman, direttore marketing di MeetEdgar.
  • Video remarketing: "Quando un consumatore guarda un video dispone di un numero enorme di funzioni di remarketing, ed è proprio per questo motivo che mi aspetto che le nostre capacità digitali e di analisi dei dati continuino a migliorare al punto da fornire un targeting ancor più mirato basato sugli annunci video", riferisce Adam Heitzman, Managing Partner presso HigherVisibility.

Akvile DeFazio, presidente di AKvertise, offre anche altri suggerimenti a proposito dei contenuti video:

  • Impostare gli obiettivi da raggiungere per il video pubblicato.
  • Creare storyboard con la squadra di marketing.
  • Creare un video di 30-60 secondi da poter condividere su Facebook, Instagram e su LinkedIn News Feeds.
  • Creare micro-segmenti video di 15 secondi da condividere nelle stories.
  • Riproporre i contenuti quando e dove si vuole.
  • Inserire le caratteristiche migliori del servizio aziendale nei primi 10 secondi di video.
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Facebook Messenger e chatbots

I chatbots sono tra le tendenze più in voga del momento.

Secondo Kristi Kellogg, fondatrice e CEO di Dazzling Digital, le aziende che vendono tramite Messenger guadagnano il 60-80% di open rate entro i primi 60 minuti di conversazione con gli utenti.

Il 2019 è l'anno giusto per far scoppiare la tendenza della vendita tramite chat.

"Stiamo parlando di messaggi di posta elettronica di eccezionale valore per i guadagni di un'azienda, ma invece di corrispondere a vere e proprie e-mail si tratta piuttosto di una conversazione Messenger. per realizzare una simile impresa ci vuole molto più impegno rispetto a quanto avviene con il classico sistema di posta elettronica, con risultati che però si dimostreranno altrettanto più soddisfacenti", afferma Kellogg. "Il marketing tramite Facebook Messenger rappresenta l'innogativa concezione di marketing via e-mail".

Per il 2019, Kellogg consiglia di:

  • Sviluppare un chatbot di Facebook Messenger.
  • Far crescere i propri contatti di Facebook Messenger.
  • Iniziare a distribuire strategicamente i propri contenuti tramite Messenger.

"Molti chatbot offrono ottime esperienze di consumo, il che significa che stanno fornendo risultati non soltanto dal punto di vista del business", continua Neher. "Nel 2019 le aziende con chatbot meno performanti si sbarazzeranno di tale strumento comunicativo, mentre coloro che intenderanno proseguire con il loro utilizzo investiranno maggiormente nella comprensione dell'esperienza del consumatore."

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Reinserire le community e i servizi di socializzazione nei social media

L'obiettivo dei social media è ancora quello di trasformare la gente in persone più "social", giusto?

Da qualche parte lungo la strada che ci ha portato sino a dove ci troviamo oggi, qualcuno ha dimenticato che i social network sono nati come mezzo di trasmissione delle informazioni, un ulteriore canale di promozione (oltre a quelli già esistenti) per guidare il traffico di utenti e aumentare la conoscenza di un marchio.

Tuttavia, come afferma Mark Schaefer, autore di "The Content Code", "per oltre un decennio le aziende hanno sistematicamente sottratto la componente 'social' ai social media".

"Le aziende intelligenti stanno iniziando a capire che le persone vogliono qualcosa di più di tentativi artificiali di coinvolgimento", prosegue Schaefer. "Per eliminare un simile fattore di confusione, le aziende dovranno poter offrire ai clienti comunicazioni autentiche e in grado di aiutare le persone a connettersi, creando così delle relazioni significative".

Come sottolinea Geoffrey Colon, responsabile di Microsoft Advertising Brand Studio, "nei primi anni di vita dei social media erano le comunità a rappresentarne il fulcro centrale, l'elemento di rilievo".

"Tale elemento sta tornando prepotentemente alla ribalta, anche se in realtà non è mai scomparso del tutto dalla scena social", ha proseguito Colon. "La crescita delle piattaforme sociali ha comportato un aumento della trascuratezza nei confronti dell'elemento community, con gli utenti che auspicano ad un ritorno effettivo di tale componente all'interno dei social. Voglio dire, a cosa serve un social media se in primo luogo non è incentrato sulla socializzazione della comunità?".

Ma come possono le aziende costruire simili comunità di sottocultura o di nicchia?

"Attualmente Facebook sta promuovendo con pressione sempre maggiore l'utilizzo dei gruppi, poiché è al loro interno che si giocherà l'avvenire della piattaforma", afferma Virginia Nussey, direttrice del Content Marketing di MobileMonkey. "Le nostre preferenze individuali sui social media stanno influenzando notevolmente la ricezione dei prodotti da parte del pubblico, arrivando a influenzare l'opinione del singolo. I gruppi di Facebook sono un punto di riferimento essenziale per il coinvolgimento della collettività, nonché il social media su cui concentrare l'attenzione nel 2019".

Aggiunge Mari Smith: "Le persone bramano un senso di appartenenza che li possa far sentire sempre più all'interno delle rispettive 'tribù', senza contare che il singolo desidera partecipare attivamente in gruppi significativi e degni di nota. Marchi e aziende dovrebbero investire nella creazione e nella gestione di gruppi di nicchia per favorire il proliferare di relazioni più profonde con le loro comunità".

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Guadagna, ricostruisci o conserva la fiducia dei tuoi follower

Nel 2019 i marchi dovranno lavorare di più per acquisire e mantenere la fiducia del loro pubblico di riferimento. Parola di Mel Carson, fondatore, CEO e Principal Strategist di Delightful Communications.

"Con il calo della fiducia online dovuto al proliferare delle fake news, nonché legato ai disastri relativi alla privacy e alla fuga dei dati sensibili degli utenti del web nel corso del 2018, riteniamo che la gente possa essere invitata direttamente dai brand per portare il messaggio del marchio durante tutto il 2019", ha detto Carson. "Mettendo le persone al centro delle strategie per la crescita dei social media, le persone hanno una reale possibilità di creare connessioni approfondite e che potrebbero richiamare a sé gli interessi di altre persone, creando un circolo virtuoso di lealtà nei confronti di un determinato marchio".

"Se il 2018 è stato caratterizzato da scandali, violazioni della sicurezza informatica, manipolazione dei dati e da un senso generale di incertezza, il 2019 sarà l'anno in cui le persone torneranno a fidarsi ciecamente del web", dice Mary Davies, presidente di Beanstalk Internet Marketing.

Davies ha proposto tre modalità attraverso le quali diviene possibile, per un'azienda, riguadagnare la fiducia dei propri follower:

  • Aumentare il budget della promozione a pagamento, operazione di cui l'azienda avrà bisogno per contrastare alcune delle perdite potenzialmente derivanti dalla mancata attività di sponsorizzazione.
  • Smettere di assillare i follower chiedendo opinioni e risposte ai sondaggi. Il cliente ha bisogno di contenuti in grado di coinvolgerlo in un eventuale acquisto o di farlo aderire alla politica all'azienda.
  • Smettere di vendere e iniziare a comunicare. Un'azienda non è un'amica che ti invita a prendere un caffè per poi passare il tempo restante della giornata a tentare di venderti i propri prodotti. I follower vanno invitati a conversare, non a rispondere ad un annuncio di vendita.

Trish Carey ritiene inoltre che nel 2019 ci sarà maggiore interesse per la privacy da parte delle aziende, con gli USA che continueranno ad adottare regolamenti simili a quelli del GDPR in materia di privacy personale.

"Auspichiamo che succeda qualcosa a un livello più alto, altrimenti per noi diventerà molto difficile uniformarci qualora venissero approvate leggi e regole differenti per ogni singolo stato degli Stati Uniti", ha detto Carey. "Inoltre, non sarei sorpreso di vedere una sorta di corso di educazione destinato alla collettività per informare i cittadini su come controllare le opzioni dei social media relative alla privacy online personale".

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L'anno di LinkedIn?

Spesso LinkedIn non viene pienamente sfruttato dai marketer. Ma se si guarda alle migliore apportate da LinkedIn in materia di video, ascesa degli influencer e collegamento dei loro prodotti a Bing, ci si rende conto di come la piattaforma sia il social media ideale su cui puntare nel 2019, come afferma Krista Neher.

"Molti professionisti del settore aziendale hanno già registrato una crescita del numero di visualizzazioni video su LinkedIn e Facebook pari a 10 volte il valore medio delle stesse", ha affermato. "Anche LinkedIn ha recentemente rilanciato i Gruppi allo scopo di convogliare più comunità all'interno della piattaforma. Il 2019 sarà l'anno della rinascita di LinkedIn, nonché l'anno dell'ascesa dei suoi influencer, i quali sono in grado di costruire e sfruttare un ampio bacino d'utenza".

Virginia Nussey ritiene inoltre che LinkedIn offra una grande opportunità per i creator di contenuti di vendere al meglio i propri post sulla piattaforma, specie dopo l'aggiornamento dell'algoritmo nel mese di ottobre 2018.

"Anche se hai un piccolo seguito su LinkedIn, i tuoi post e i tuoi impegni lavorativi segnalati stanno facendo la differenza", ha proseguito la Nussey. "I report di LinkedIn riferiscono che il numero dei Mi piace, dei commenti e delle condivisioni sulla rete sono aumentati di oltre il 50% su base annua, il che significa che la comunità è attiva anche grazie al piccolo sforzo del singolo utente".

Akvile DeFazio consiglia anche di testare l'effettiva efficienza di LinkedIn 2019 in merito al rapporto della piattaforma col pubblico.

"LinkedIn si sta evolvendo rapidamente e sta facendo enormi passi in avanti per diventare una rete di condivisione dei contenuti aziendali e informativi. I gestori del sito stanno creando un ambiente allettante per i più giovani, spingendoli ad utilizzare la rete non appena avviene il loro ingresso nel mondo del lavoro o nel momento in cui si passa allo studio attraverso l'istruzione superiore", ha proseguito DeFazio. "Se i lavoratori dirigenti sono il target principale di LinkedIn, si tenga conto che il 59% preferisce guardare video piuttosto che leggere i contenuti testuali presenti all'interno della piattaforma".

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Programmi di sponsorizzazione per i dipendenti strategici

La tua azienda sta impegnando i tuoi dipendenti nella creazione di contenuti, giusto? Beh, sappi che se non è così è giunto il momento di passare all'azione.

Ted Rubin, social marketing strategist e relatore, afferma che il 2019 dovrebbe essere l'anno in cui i dipendenti di un'azienda potranno potenziare e consolidare l'immagine del marchio presso cui lavorano.

I contenuti creati dai dipendenti coinvolgono in maniera otto volte maggiore rispetto ai contenuti condivisi dalla società stessa. Inoltre, sempre secondo Rubin, il contenuto creato dai dipendenti estende la comunicazione e la conoscenza del brand di oltre il 500%.

"I tuoi dipendenti sono il modo migliore per umanizzare e personalizzare il tuo marchio, nonché il metodo migliore per ridimensionare la creazione dei contenuti contestuali e pertinenti", ha affermato. "Coinvolgere i dipendenti nella creazione di contenuti può aiutare a creare un senso di scopo comune".

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Crea contenuti per i tuoi fan mobile

Nel 2019 sarà sempre più fondamentale creare un'esperienza sociale rapida, fluida e facilmente interattiva per i fan mobile, tenendo conto di tutti gli aspetti del marketing digitale, dai post sui social media sino al coinvolgimento finale del singolo utente. Questo è il pensiero di Ashley Ward, CEO e direttore marketing di Madhouse Matters.

"Tutto ciò che un'azienda condivide sui suoi profili social deve soddisfare un utente mobile", ha affermato Ward. "Questo significa che se si vuole che gli utenti facciano click su un link per interagire con il post aziendale, quel collegamento dovrà riportare ad una pagina progettata specificamente per l'utente mobile".

Il 2019 è appena iniziato, e le possibilità per migliorare le proprie strategie di marketing sono infinite.

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