Web marketing (13)

Jan 01
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Psicologia Digitale: come pensano i consumatori

Cosa si intende per Psicologia Digitale?

La psicologia digitale è una disciplina che combina le scienze sociologiche con le migliori tecniche digitali, e osserva il comportamento degli utenti sul web attraverso la lente della psicologia e dell'economia comportamentale, ovvero lo studio dei fattori emotivi che spingono i singoli o le istituzioni a compiere certe scelte economiche. Andrew Nicholson descrive l'approccio psicologico utilizzando la metafora di un pescatore con stivali impermeabili che si trova in un fiume. In questa analogia, la mente umana è il pescatore mentre il fiume rappresenta la tecnologia in continua evoluzione, che scorre e si trasforma rapidamente. Il cervello rimane lo stesso per centinaia di anni, mentre la tecnologia è in costante evoluzione.

L'idea proposta è quella di osservare la tecnologia attraverso il suo aspetto neurologico, per capire meglio il perché del comportamento della società e degli individui, piuttosto che tentare di influenzare la mente delle persone da una prospettiva tecnologica. In particolare, l'approccio che sta alla base della psicologia digitale si concentra sulla comprensione e sulla spiegazione delle attività degli utenti online. 

Nell'ultimo incontro di SEMrush Chat (qui l'articolo originale), si è discusso sulla psicologia digitale e in che modo essa possa aiutare chi lavora nel marketing a capire i comportamenti e le scelte degli acquirenti. A questo incontro ha partecipato Matt Heinz, presidente della Heinz Marketing, proprietario della Sales Pipeline Radio, esperto di comunicazione e scrittore, come ospite speciale. 

Vediamo ora, seguendo l'incontro che si è svolto, di riassumere i concetti espressi e di scoprire come carpire maggiori informazioni sugli utenti online, convincere un acquirente a concludere l'acquisto e molto altro!

Jan 01
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Come creare contenuti interessanti per gli utenti

La maggior parte degli autori di blog deve affrontare un ostacolo difficile da superare: scrivere contenuti interessanti per i loro potenziali clienti, ma al contempo promuovere la loro azienda e le loro attività commerciali. Il problema nasce dal fatto che i clienti sono esasperati dalla pubblicità costante, e tendono a evitare gli articoli e i post scritti con un intento promozionale palese. Questo perché la pubblicità è ovunque, interrompe i programmi preferiti in televisione e radio, rallenta il caricamento dei siti web su Internet, riempie le pagine di riviste e giornali, al punto che la clientela si assuefà e la trova semplicemente irritante.

A confermarlo è l'esperto di web marketing, nonché direttore dell'agenzia SEO Indigoextra, Martin Woods, sulle pagine del blog internazionale SEMrush. Promuovere eccessivamente i propri prodotti e servizi nei post del blog aziendale è una scelta controproducente, che finisce solo per allontanare i clienti. Nel lungo periodo, l'intera immagine del brand verrà penalizzata dalle operazioni di marketing troppo pressanti, e tutto il lavoro compiuto a livello di SEO si sarà rivelato inutile.

Jan 01
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Strategie di link building per la tua startup

Nell'attuale mercato del lavoro, il 90% delle startup falliscono e sono costrette a chiudere i battenti, come rivela la rivista Forbes in una recente analisi socioeconomica. Questo può sembrare uno scenario drammatico per chiunque si appresti a entrare nel mondo delle startup, ma in realtà è un'occasione per riflettere sulle strategie e sulle tecniche vincenti che possono essere sfruttate per arrivare al successo aziendale.

È risaputo che le performance dei brand sono strettamente connesse alla loro immagine e alla loro reputazione su Internet. Per questo, identificare alcuni trucchi vincenti per migliorare la visibilità online può risolvere molti problemi nel rendimento delle startup. Affidiamoci quindi ai consigli degli esperti in materia di web marketing, provenienti direttamente dal blog internazionale SEMrush, per capire cosa fare.

Jan 01
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Google Shopping: strategie per i piccoli ecommerce

Credi di essere troppo piccolo per trarre vantaggio dalle campagne di Google Shopping? Ripensaci! Ecco alcuni consigli ai piccoli rivenditori per cercare di migliorare le proprie schede prodotto. 

Per un piccolo rivenditore di nicchia, può sembrare scoraggiante e quasi inutile investire troppo pesantemente in Google Shopping. Dopo tutto, come si potrebbe mai competere con i grandi colossi del settore che hanno molto più denaro, prodotti e personale? Ebbene, la buona notizia è che è possibile essere competitivi in Google Shopping anche essendo una piccola impresa. In realtà, se utilizzato bene, Google Shopping può effettivamente essere la piattaforma di advertising digitale più efficace in termini di ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS). Ecco quindi le strategie migliori che un piccolo rivenditore può utilizzare in Google Shopping.

1. Focalizzati sulla tua nicchia

Un piccolo rivenditore probabilmente venderà pochi prodotti molto specifici. Proprio questa esclusività oppure il fatto di distribuire brand emergenti costituiscono la tua forza e il tuo tratto distintivo. Vendere prodotti che non sono venduti da Amazon e da altri grandi rivenditori vuol dire avere meno concorrenza e comparire con più facilità in Google Shopping per le ricerche pertinenti. La situazione è ancora più favorevole se vendete prodotti a vostro marchio e siete, quindi, gli unici distributori. Mettete a fuochi i mercati di nicchia, i brand emergenti e poco conosciuti e cercate di averne l'esclusiva. 

2. Segmenta la tua campagna in modo efficace

La chiave per la creazione di campagne Google Shopping di successo deve essere quella di raggiungere le persone che hanno una maggiore propensione di spesa. La strategia migliore dovrebbe essere quella di lasciare il traffico generico ai concorrenti e concentrarsi su quello che, invece, garantisce la più alta conversione per il vostro business. La segmentazione delle campagne serve proprio a questo e permette di impostare gli importi delle offerte in modo correlato alle intenzioni del cliente. 

3. Usa un linguaggio naturale nei titoli dei prodotti

Se sei un rivenditore che distribuisce nuovi brand e marche poco conosciute, è improbabile che si otterrà un elevato livello di traffico grazie al nome specifico del brand distribuito. Invece, è più sensato cercare di attirare l'attenzione degli utenti utilizzando un linguaggio molto naturale nel titolo delle schede prodotto. Un consiglio può essere quello di farsi aiutare dalla lista delle parole più ricercate in Google e individuare quelle più vicine al proprio prodotto che, poi, saranno inserite con naturalezza nel testo titolo. Questa tecnica aiuterà Google a far emergere i tuoi prodotti quando si tratterà di ricerche correlate alle vostre query, facendo aumentare le richieste anche in assenza di modifica delle tue offerte. 

4. Usa la geo-localizzazione

Un altro modo per assicurarsi che i tuoi annunci stanno raggiungendo gli utenti più propensi all'acquisto è quello di usare la geo-localizzazione. Ovviamente, il primo passo è fare in modo che la pubblicità raggiunga solo le persone che si trovano in una delle aree in cui la consegna a domicilio è possibile. Ma è anche possibile utilizzare la geo-localizzazione per fare delle offerte maggiormente alte nelle aree da te ritenute più specifiche. Per esempio, se sei un rivenditore di alta moda, è consigliabile offrire di più per gli annunci illustrati nelle zone ad alto reddito, dove le persone hanno maggiori probabilità di potersi permette i tuoi prodotti. Usa questa mappa del potere di acquisto per determinare dove i tuoi annunci avrebbero l'impatto maggiore e investi maggiormente in quelle aree.

5. Non offrire troppo

Nessuno vuole fare un'offerta maggiore del dovuto. Soprattutto è importante ricordare quando si lavora con budget limitati che semplicemente aumentando il CPC non è possibile ottenere un aumento delle vendite in Google Shopping. Le offerte in Google Shopping funzionano in modo molto diverso dalle offerte PPC tradizionali. Invece di diminuire il ricavo marginale, vi è una curva a S. Sostanzialmente in Google Shopping ci vuole un'offerta minima per far partire l'asta, poi a seguito di piccoli aumenti dell'offerta assistiamo ad un enorme salto di conversioni. Ma, ad un certo punto, l'offerta diviene troppo alta e si abbassano i tassi di conversione. Quando l'offerta è troppo alta, significa che Google sta mostrando i tuoi prodotti per query molto generiche che difficilmente subiscono una conversione. Per questo motivo Google Shopping va seguito con attenzione, utilizzando un sistema di test incrementale con piccoli aumenti nelle offerte, giusto per vedere la reazione degli utenti. Se non si ha il tempo per testare manualmente tutte le offerte, si dovrebbe investire in uno strumento in grado di automatizzare questo processo. In caso di dubbio è meglio ricorrere ad altre tecniche come la geo-localizzazione, le liste RLSA, la segmentazione della campagna piuttosto che tentare di battere i colossi del settore attraverso aumentando il CPC di base.

6. Diminuisci i tuoi prezzi

Se alcuni dei tuoi prodotti e dei tuoi brand sono venduti anche da altri concorrenti, spesso si ottiene di più da Google Shopping riducendo i prezzi che aumentando le offerte. Questo consiglio può sembrare un po' controcorrente ma ha a che fare con l'algoritmo di Google per la selezione dei prodotti da mostrare. Nel tentativo di rendere Google Shopping più attraente per gli acquirenti online, Google sembra avere ciò che noi chiamiamo un "pregiudizio da basso prezzo." Ciò significa che, data la scelta tra due prodotti, Google quasi sempre sceglierà di mostrare il più economico dei due, anche se il prodotto più costoso ha un'offerta più alta. Infatti, se i tuoi prodotti sono troppo costosi, Google può rifiutare di mostrarli a tutti. Secondo Google, il loro algoritmo non favorisce i prodotti più economici. Piuttosto, si applica un algoritmo di apprendimento automatico che reagisce a ciò che gli utenti vogliono o meno. In questo caso, gli utenti apparentemente non amano i prezzi elevati e, di conseguenza, l'algoritmo sceglie prodotti di prezzo inferiore. In entrambi i casi, la linea di fondo è la stessa: una questione di prezzo. Al fine di competere contro i più grandi rivenditori online, si può prendere in considerazione l'idea di abbassare i prezzi, almeno sugli elementi che si vendono in comune. In realtà, una volta che si ottiene traffico al proprio sito, poi gli utenti spesso finiscono per comprare qualcosa di diverso da quello che inizialmente cliccato. Pensa a questi prodotti a basso prezzo come tiranti per il tuo sito. Una volta che un acquirente è sul tuo sito, si può provare a vendergli un prodotto diverso oppure uno aggiuntivo. 

Gli investimenti intelligenti crescono

Non è necessario fare degli investimenti eccessivamente ingenti perché Google Shopping porti i successi sperati. Prenditi del tempo per affinare la tua strategia e assicurati di saper rispondere a queste domande:

  • Quale prodotto terrà lontana la concorrenza?
  • Quali tipi di query shopper indicano un alto potenziale di conversione?
  • Quali parole/frasi che gli utenti cercano sono grado di descrivere i tuoi prodotti?
  • Dove vivono i tuoi clienti (reali e potenziali) e quali sono le altre aree che hanno caratteristiche demografiche simili?
  • Quanto è lungo il tuo ciclo di conversione? Qual è il lasso di tempo ottimale di attesa prima del retargeting di qualcuno?
  • Quale gamma di offerta è più efficace per i tuoi prodotti?
  • Quanto sono competitivi i tuoi prezzi?

La cosa più importante da ricordare per un piccolo rivenditore di medie dimensioni è quello di concentrarsi su ciò che li rende unici. Questa unicità è il motivo per cui qualcuno dovrebbe scegliere di acquistare da te, in primo luogo, ed è anche ciò che renderà i tuoi annunci in evidenza sia per Google che per gli acquirenti online.Credi di essere troppo piccolo per trarre vantaggio dalle campagne di Google Shopping? Ripensaci! Ecco alcuni consigli ai piccoli rivenditori per cercare di migliorare le proprie schede prodotto. 

Jan 01
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La verità, solo la verità, sui miti SEO più diffusi!

Oggi Internet è fin troppo pieno di consigli e trucchi su come portare a termine efficaci strategie di SEO. La cosa peggiore è che la maggior parte di quelli che pubblicano guide on line per un SEO perfetto, in realtà poi hanno esperienza limitata ad un unico sito, troppo limitata per poter dare lezioni universali. 

Stimolati da troppe informazioni, i webmaster si affidano a ciò che leggono e al proprio intuito, senza avere un'idea precisa di ciò che stanno facendo. Questo tipo di approccio si rivela spesso fallimentare e non porta a buoni risultati. Da qui nasce l'esigenza di entrare in contatto con veri esperti del settore per riuscire ad avere consigli sensati su come muoversi.

Agli esperti è stata innanzitutto rivolta una semplice domanda: qual è la verità contro-deduttiva più importante che i webmaster che si occupano di SEO dovrebbero conoscere? A quanto pare, questa che sembrerebbe una banale domanda in realtà ha stuzzicato la fantasia dei webmaster perché sono state date tante risposte, alcune anche stupefacenti.

Jan 01
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SEO vs SMM: ecco perché ti servono

 Per lungo tempo il SEO è stata un'attività molto semplice. Prima dell'avvento dei social network e del content media marketing, l'unico modo per ottenere traffico al proprio sito era quello di riempire la homepage di parole chiave, sperando che il motore di ricerca per eccellenza, quel Google così utilizzato da tutti, apprezzasse le intenzioni premiando il sito con un ottimo ranking e facendolo balzare alle prime posizioni delle pagine di ricerca. Ma questo era prima. Soprattutto, prima dell'avvento del social media marketing (SMM appunto) che, invece, ha poi fornito gli strumenti per permettere ai marketer di creare più di un sistema di connessione con il proprio pubblico. 

Jan 01
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Content marketing per l'e-commerce

Il web rappresenta per le aziende, piccole o grande che siano, un sconfinato bacino di utenza dove proporre i propri prodotti o servizi. Una importante opportunità per allargare gli orizzonti aziendali e di conseguenza per aumentare in maniera consistente il volume delle vendite.

Lo strumento essenziale per raggiungere questi obiettivi è rappresentato dall’e-commerce con relativa piattaforma web che permetta all’utente di informarsi su un determinato prodotto o servizio di interesse e magari di acquistarlo.

Tuttavia il sito di e-commerce, nonostante possa essere caratterizzato da un design grafico accattivante e possa essere straordinariamente funzionale, da solo non è sufficiente per sperare di avere successo: sarebbe la classica cattedrale nel deserto.

Infatti, per far crescere il proprio business è necessario renderlo ‘visibile’ agli occhi degli utenti in cerca di determinati prodotti, attraverso una mirata strategia Seo di e-commerce content marketing. 

Jan 01
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10 modi di ottenere recensioni online dai clienti

Una delle maggiori sfide proposte a chi vuole intraprendere l’attività di rappresentante per aziende online è data dalla possibilità di ottenere un numero sempre maggiore di recensioni positive per la propria società. La propria attività può essere rappresentata sia su Google che su altri siti quali Facebook e Yelp.

Quest'ultimo però, proprio come tanti altri, non tiene conto di tutte le recensioni effettivamente rilasciate dalla clientela. Non di rado infatti esso elimina i commenti da lui ritenuti non sufficientemente gradevoli e fa in modo che sul vostro profilo aziendale non risultino gran parte delle recensioni positive lasciate dagli utenti.

Proprio per tale ragione, per ottenere una buona visibilità all’interno del web mediante le recensioni, è necessario seguire alcune regole. Brevemente verranno elencati dieci consigli pratici che vi permetteranno di ottenere buone reviews.

Jan 01
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5 ragioni per affidarti ad un Analista web

Che tu abbia già riscosso parecchio successo mediante l'utilizzo delle analisi web o che tu non ne abbia avuto affatto, potrebbe essere finalmente giunto il momento di investire in un analista web professionista in grado di offrire consulenze alle piccole imprese.

La verità è che pur guardando e studiando decine e decine di tutorial offerti da Google Analytics, resta comunque molto difficile raggiungere le conoscenze ed il livello d'esperienza di un'agenzia o di un professionista di marketing online, che utilizzano e conoscono alla perfezione strumenti come Google Analytics. Imparare a leggere i risultati offerti dalle analisi e capire perfettamente come impostare le strategie funzionali al raggiungimento dei risultati sperati, può sortire un impatto assai rilevante sulle sorti e sul successo di un portale internet e di un'azienda.

Ad oggi, sono sempre di più le imprese che si stanno avvicinando a questo tipo di approccio, poiché molti stanno finalmente cominciando a capire quanto assumere un analista web possa ripagare in fatto di ricavi ed obiettivi centrati l'investimento iniziale. Di seguito, abbiamo elencato tutti i motivi per cui ogni piccola azienda dovrebbe accompagnare le proprie attività di marketing con una strategia ben calibrata e condotta personalmente da un esperto del settore. Un giorno è composto da 24 ore e sarebbe un peccato trascorrerle tutte in analisi del web.

Jan 01
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7 modi per rendere il vostro sito più affidabile

Negli ultimi anni i siti internet sono aumentati in maniera esponenziale. Anche per un semplice utente appassionato di questo mondo è molto facile creare un sito internet a partire da piattaforme che offrono domini gratuitamente.

Grazie a tali piattaforme, vi sono a disposizione dell'utente numerosi strumenti per ottimizzare e personalizzare al massimo il proprio dominio, come tool per la scrittura, per il layout o tool aggiuntivi (come ad esempio le integrazioni con i social network). A questo punto sorge spontanea una domanda: come mai le attività commerciali pagano (talvolta investendo anche moltissimo denaro) grafici e, più in generale, esperti del settore per creare un sito internet che abbia effetto sull'utente, se esistono delle piattaforme che possono svolgere lo stesso ruolo in modo gratuito?

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