Set 21
Pubblicato in Web marketing

5 errori SEO comuni nel tuo e-commerce

L'analisi competitiva è una parte molto importante di qualsiasi strategia SEO, una sorta di gioco in cui tutti partono da zero. Tuttavia, spesso le aziende mostrano la tendenza a concentrarsi sulle azioni dei concorrenti che dominano il loro segmento di mercato. L'assunto alla base di questa scelta è che se questi stanno ottenendo più traffico, stanno sicuramente eseguendo scelte ed azioni corrette.

In molti settori, è assolutamente vero che i siti che beneficiano di un traffico SEO particolarmente elevato stanno facendo un lavoro eccezionale. Ma questo non è il caso delle aziende che appartengono al mondo del commercio elettronico. Molti dei siti e-commerce che godono del traffico più elevato della rete, infatti, sono soliti compiere azioni che sono obiettivamente errate dal punto di vista delle strategie SEO. E ciò vuol dire che una forte presenza di backlink e le caratteristiche di rilievo del brand riescono a compensare un gran numero di errori.

Set 04
Pubblicato in Web marketing

10 consigli per un ecommerce che funziona davvero

Il mercato dell'e-Commerce è maturato negli ultimi anni e continua ad evolversi ad un ritmo incalzante. È un settore in rapida crescita che viene costantemente aggiornato in base agli ultimi trend e che richiede la pianificazione di strategie che siano in linea con le nuove tendenze per non perdere terrreno in un mercato sempre più competitivo e affollato. 

Dagli Usa arrivano dati molto interessanti: il 51% degli americani preferisce fare shopping online piuttosto che nei negozi fisici e quasi il 70% degli adulti fa un acquisto su Internet almeno una volta al mese. In Italia, secondo un'indagine di Confartigianato, nell'ultimo anno vi è stata una crescita degli acquisti online del 9,1%. Si stima che, entro il 2020, le vendite online nel mondo raggiungeranno i 4.058 miliardi di dollari, anche se la percentuale relativa alla crescita annua subirà un calo (fonte: E-Commerce in Italia 2017, Casaleggio Associati). 

I più importanti esperti di marketing in materia di commercio digitale puntano l'attenzione sulle tendenze che permettono di ottenere il massimo profitto dal proprio negozio online, oltre che sulla protezione dei dati dei clienti.

Di seguito sono riportati i 10 irrinunciabili trend che consentono di distinguersi nell'era competitiva dell'e-Commerce ed essere sulla cresta dell'onda con la propria attività.

Mar 30
Pubblicato in Web marketing

Psicologia Digitale: come pensano i consumatori

Cosa si intende per Psicologia Digitale?

La psicologia digitale è una disciplina che combina le scienze sociologiche con le migliori tecniche digitali, e osserva il comportamento degli utenti sul web attraverso la lente della psicologia e dell'economia comportamentale, ovvero lo studio dei fattori emotivi che spingono i singoli o le istituzioni a compiere certe scelte economiche. Andrew Nicholson descrive l'approccio psicologico utilizzando la metafora di un pescatore con stivali impermeabili che si trova in un fiume. In questa analogia, la mente umana è il pescatore mentre il fiume rappresenta la tecnologia in continua evoluzione, che scorre e si trasforma rapidamente. Il cervello rimane lo stesso per centinaia di anni, mentre la tecnologia è in costante evoluzione.

L'idea proposta è quella di osservare la tecnologia attraverso il suo aspetto neurologico, per capire meglio il perché del comportamento della società e degli individui, piuttosto che tentare di influenzare la mente delle persone da una prospettiva tecnologica. In particolare, l'approccio che sta alla base della psicologia digitale si concentra sulla comprensione e sulla spiegazione delle attività degli utenti online. 

Nell'ultimo incontro di SEMrush Chat (qui l'articolo originale), si è discusso sulla psicologia digitale e in che modo essa possa aiutare chi lavora nel marketing a capire i comportamenti e le scelte degli acquirenti. A questo incontro ha partecipato Matt Heinz, presidente della Heinz Marketing, proprietario della Sales Pipeline Radio, esperto di comunicazione e scrittore, come ospite speciale. 

Vediamo ora, seguendo l'incontro che si è svolto, di riassumere i concetti espressi e di scoprire come carpire maggiori informazioni sugli utenti online, convincere un acquirente a concludere l'acquisto e molto altro!

Mar 09
Pubblicato in Web marketing

Google Shopping: strategie per i piccoli ecommerce

Credi di essere troppo piccolo per trarre vantaggio dalle campagne di Google Shopping? Ripensaci! Ecco alcuni consigli ai piccoli rivenditori per cercare di migliorare le proprie schede prodotto. 

Per un piccolo rivenditore di nicchia, può sembrare scoraggiante e quasi inutile investire troppo pesantemente in Google Shopping. Dopo tutto, come si potrebbe mai competere con i grandi colossi del settore che hanno molto più denaro, prodotti e personale? Ebbene, la buona notizia è che è possibile essere competitivi in Google Shopping anche essendo una piccola impresa. In realtà, se utilizzato bene, Google Shopping può effettivamente essere la piattaforma di advertising digitale più efficace in termini di ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS). Ecco quindi le strategie migliori che un piccolo rivenditore può utilizzare in Google Shopping.

1. Focalizzati sulla tua nicchia

Un piccolo rivenditore probabilmente venderà pochi prodotti molto specifici. Proprio questa esclusività oppure il fatto di distribuire brand emergenti costituiscono la tua forza e il tuo tratto distintivo. Vendere prodotti che non sono venduti da Amazon e da altri grandi rivenditori vuol dire avere meno concorrenza e comparire con più facilità in Google Shopping per le ricerche pertinenti. La situazione è ancora più favorevole se vendete prodotti a vostro marchio e siete, quindi, gli unici distributori. Mettete a fuochi i mercati di nicchia, i brand emergenti e poco conosciuti e cercate di averne l'esclusiva. 

2. Segmenta la tua campagna in modo efficace

La chiave per la creazione di campagne Google Shopping di successo deve essere quella di raggiungere le persone che hanno una maggiore propensione di spesa. La strategia migliore dovrebbe essere quella di lasciare il traffico generico ai concorrenti e concentrarsi su quello che, invece, garantisce la più alta conversione per il vostro business. La segmentazione delle campagne serve proprio a questo e permette di impostare gli importi delle offerte in modo correlato alle intenzioni del cliente. 

3. Usa un linguaggio naturale nei titoli dei prodotti

Se sei un rivenditore che distribuisce nuovi brand e marche poco conosciute, è improbabile che si otterrà un elevato livello di traffico grazie al nome specifico del brand distribuito. Invece, è più sensato cercare di attirare l'attenzione degli utenti utilizzando un linguaggio molto naturale nel titolo delle schede prodotto. Un consiglio può essere quello di farsi aiutare dalla lista delle parole più ricercate in Google e individuare quelle più vicine al proprio prodotto che, poi, saranno inserite con naturalezza nel testo titolo. Questa tecnica aiuterà Google a far emergere i tuoi prodotti quando si tratterà di ricerche correlate alle vostre query, facendo aumentare le richieste anche in assenza di modifica delle tue offerte. 

4. Usa la geo-localizzazione

Un altro modo per assicurarsi che i tuoi annunci stanno raggiungendo gli utenti più propensi all'acquisto è quello di usare la geo-localizzazione. Ovviamente, il primo passo è fare in modo che la pubblicità raggiunga solo le persone che si trovano in una delle aree in cui la consegna a domicilio è possibile. Ma è anche possibile utilizzare la geo-localizzazione per fare delle offerte maggiormente alte nelle aree da te ritenute più specifiche. Per esempio, se sei un rivenditore di alta moda, è consigliabile offrire di più per gli annunci illustrati nelle zone ad alto reddito, dove le persone hanno maggiori probabilità di potersi permette i tuoi prodotti. Usa questa mappa del potere di acquisto per determinare dove i tuoi annunci avrebbero l'impatto maggiore e investi maggiormente in quelle aree.

5. Non offrire troppo

Nessuno vuole fare un'offerta maggiore del dovuto. Soprattutto è importante ricordare quando si lavora con budget limitati che semplicemente aumentando il CPC non è possibile ottenere un aumento delle vendite in Google Shopping. Le offerte in Google Shopping funzionano in modo molto diverso dalle offerte PPC tradizionali. Invece di diminuire il ricavo marginale, vi è una curva a S. Sostanzialmente in Google Shopping ci vuole un'offerta minima per far partire l'asta, poi a seguito di piccoli aumenti dell'offerta assistiamo ad un enorme salto di conversioni. Ma, ad un certo punto, l'offerta diviene troppo alta e si abbassano i tassi di conversione. Quando l'offerta è troppo alta, significa che Google sta mostrando i tuoi prodotti per query molto generiche che difficilmente subiscono una conversione. Per questo motivo Google Shopping va seguito con attenzione, utilizzando un sistema di test incrementale con piccoli aumenti nelle offerte, giusto per vedere la reazione degli utenti. Se non si ha il tempo per testare manualmente tutte le offerte, si dovrebbe investire in uno strumento in grado di automatizzare questo processo. In caso di dubbio è meglio ricorrere ad altre tecniche come la geo-localizzazione, le liste RLSA, la segmentazione della campagna piuttosto che tentare di battere i colossi del settore attraverso aumentando il CPC di base.

6. Diminuisci i tuoi prezzi

Se alcuni dei tuoi prodotti e dei tuoi brand sono venduti anche da altri concorrenti, spesso si ottiene di più da Google Shopping riducendo i prezzi che aumentando le offerte. Questo consiglio può sembrare un po' controcorrente ma ha a che fare con l'algoritmo di Google per la selezione dei prodotti da mostrare. Nel tentativo di rendere Google Shopping più attraente per gli acquirenti online, Google sembra avere ciò che noi chiamiamo un "pregiudizio da basso prezzo." Ciò significa che, data la scelta tra due prodotti, Google quasi sempre sceglierà di mostrare il più economico dei due, anche se il prodotto più costoso ha un'offerta più alta. Infatti, se i tuoi prodotti sono troppo costosi, Google può rifiutare di mostrarli a tutti. Secondo Google, il loro algoritmo non favorisce i prodotti più economici. Piuttosto, si applica un algoritmo di apprendimento automatico che reagisce a ciò che gli utenti vogliono o meno. In questo caso, gli utenti apparentemente non amano i prezzi elevati e, di conseguenza, l'algoritmo sceglie prodotti di prezzo inferiore. In entrambi i casi, la linea di fondo è la stessa: una questione di prezzo. Al fine di competere contro i più grandi rivenditori online, si può prendere in considerazione l'idea di abbassare i prezzi, almeno sugli elementi che si vendono in comune. In realtà, una volta che si ottiene traffico al proprio sito, poi gli utenti spesso finiscono per comprare qualcosa di diverso da quello che inizialmente cliccato. Pensa a questi prodotti a basso prezzo come tiranti per il tuo sito. Una volta che un acquirente è sul tuo sito, si può provare a vendergli un prodotto diverso oppure uno aggiuntivo. 

Gli investimenti intelligenti crescono

Non è necessario fare degli investimenti eccessivamente ingenti perché Google Shopping porti i successi sperati. Prenditi del tempo per affinare la tua strategia e assicurati di saper rispondere a queste domande:

  • Quale prodotto terrà lontana la concorrenza?
  • Quali tipi di query shopper indicano un alto potenziale di conversione?
  • Quali parole/frasi che gli utenti cercano sono grado di descrivere i tuoi prodotti?
  • Dove vivono i tuoi clienti (reali e potenziali) e quali sono le altre aree che hanno caratteristiche demografiche simili?
  • Quanto è lungo il tuo ciclo di conversione? Qual è il lasso di tempo ottimale di attesa prima del retargeting di qualcuno?
  • Quale gamma di offerta è più efficace per i tuoi prodotti?
  • Quanto sono competitivi i tuoi prezzi?

La cosa più importante da ricordare per un piccolo rivenditore di medie dimensioni è quello di concentrarsi su ciò che li rende unici. Questa unicità è il motivo per cui qualcuno dovrebbe scegliere di acquistare da te, in primo luogo, ed è anche ciò che renderà i tuoi annunci in evidenza sia per Google che per gli acquirenti online.Credi di essere troppo piccolo per trarre vantaggio dalle campagne di Google Shopping? Ripensaci! Ecco alcuni consigli ai piccoli rivenditori per cercare di migliorare le proprie schede prodotto. 

Feb 27
Pubblicato in Web Design Blog

Come gestire i prodotti venduti con WooCommerce

Una delle domande più frequenti che ci vengono rivolte quando si parla di ecommerce e cosa fare dei prodotti già venduti.

Capita molto spesso infatti che vi siano negozi online, soprattutto se di piccole dimensioni, che mettono in vendita pezzi unici, oppure in stock molto limitati. Può essere anche il caso di aziende che decidono di cambiare linea di prodotto mandando quelli esistenti in esaurimento.

In questo articolo vi daremo qualche consiglio pratico piuttosto rapido per gestire i prodotti già venduti sul vostro sito ecommerce, senza la necessità di cancellare il prodotto ma mantenendolo attivo e visibile. Una rapida soluzione SEO che vada incontro alle esigenze dei vostri clienti ed anche dei motori di ricerca.

Gen 23
Pubblicato in Web marketing

Content marketing per l'e-commerce

Il web rappresenta per le aziende, piccole o grande che siano, un sconfinato bacino di utenza dove proporre i propri prodotti o servizi. Una importante opportunità per allargare gli orizzonti aziendali e di conseguenza per aumentare in maniera consistente il volume delle vendite.

Lo strumento essenziale per raggiungere questi obiettivi è rappresentato dall’e-commerce con relativa piattaforma web che permetta all’utente di informarsi su un determinato prodotto o servizio di interesse e magari di acquistarlo.

Tuttavia il sito di e-commerce, nonostante possa essere caratterizzato da un design grafico accattivante e possa essere straordinariamente funzionale, da solo non è sufficiente per sperare di avere successo: sarebbe la classica cattedrale nel deserto.

Infatti, per far crescere il proprio business è necessario renderlo ‘visibile’ agli occhi degli utenti in cerca di determinati prodotti, attraverso una mirata strategia Seo di e-commerce content marketing. 

Dic 21
Pubblicato in Blog e consigli seo

Come strutturare il tuo e-commerce per il posizionamento SEO

Posizionamento SEO per ecommerce

Oggi parleremo di come strutturare l’e-commerce per la SEO, per riuscire a posizionarlo su Google raggiungendo i primi risultati di ricerca. Nelle prossime righe, dunque, vi spiegherò in maniera dettagliata come agire e cosa eventualmente modificare sul vostro sito, così da ottenere un buon posizionamento. Per illustrarvi al meglio i procedimenti da mettere in atto, utilizzerò degli esempi ben precisi, così che possiate comprendere a fondo le operazioni che dovrete svolgere.

L’autorità di un sito, o di una pagina web: come far capire a Google che una pagina è importante

Una prima nozione SEO da apprendere quando si parla di e-commerce è che le pagine con maggiore autorità, a parità di ottimizzazione onpage, si posizionano meglio su Google. In questo articolo mi riferirò all’autorità come alla quantità e qualità dei link che una pagina riceve, ovvero alla link juice.

In realtà il discorso sarebbe più ampio, ma per questo articolo è sufficiente tale concetto per semplificare. Per cui, più link riceviamo su una pagina, maggiore autorità otteniamo agli occhi di Google.

Ott 18
Pubblicato in Blog e consigli seo

5 modi sicuri per ottenere backlinks per il vostro e-commerce

Se vogliamo essere onesti, ottenere dei backlinks per un sito di e-commerce, ossia dei collegamenti ipertestuali che portano alla pagina web, non è mai stata un'impresa semplice.
Se pensiamo al passato vediamo che un tempo era molto più facile ottenere backlinks: si poteva sfruttare la ben collaudata directory dei backlinks oppure si potevano usare dei software di "competitor monitoring", cioè programmi in grado di monitorare in tempo reale i prodotti e i prezzi dei siti concorrenti.
Altre possibilità erano i link pagati, la condivisione tramite social network oppure i famosi "link wheel".
Anche se questi metodi erano evidentemente estremi, rappresentavano delle tecniche molto utili per ricevere numerosi backlinks.
Ultimamente, però, Google ha vietato molti di questi accorgimenti, rendendo molto complicata questa operazione: la realtà adesso è cambiata, bisogna stare al passo con i tempi e comprendere che ottenere dei backlinks oggi è un lavoro faticoso.

Il problema è che l'e-commerce è un business assolutamente spietato: ti ritroverai di fronte un "branco di mostri" del commercio online.
Loro hanno squadre di specialisti esperti nel SEO e nel content marketing; hanno dei ricavi immensi sul pay-per-click; hanno interi reparti per gestire i social network.
E' difficile scontrarsi con dei colossi di questo tipo, la concorrenza non è equa.
Non devi disperarti però, perché puoi ancora farcela! Ti serve solamente utilizzare i giusti "content framework", ossia dei form da compilare che aiutano a capire la strategia da seguire.
Ma prima di tutto bisogna capire cos'è realmente l'e-commerce del content marketing.

Ott 01
Pubblicato in Blog e consigli seo

Ecommerce e SEO: errori comuni da evitare

Ottimizzare i siti di e-Commerce in ottica SEO è molto più complesso che ottimizzare un sito destinato alla sola consultazione o un blog/magazine online. Anche se molti dei principi rimangono invariati, i portali di e-Commerce devono affrontare delle sfide che altre tipologie di siti non hanno.
Nessuna piattaforma è già pronta all'uso in ottica SEO: che tu stia utilizzando Magento, Demandare, NetSuite, SuiteCommerce o WooCommerce, hai bisogno di investire nella SEO (Search Engine Optimization) prima, durante e dopo la costruzione del tuo sito web. Non basta realizzare un bel portale e aggiungerci innumerevoli beni e servizi, aspettando che il traffico arrivi da solo: aprire un negozio online richiede tempo e lavoro per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e portare traffico qualificato.
Di seguito sono riportati alcuni dei più comuni errori di SEO che si possono riscontrare frequentemente in sede di revisione e di lavoro su siti di e-Commerce. Però prima vorrei ricordarti perché l'ottimizzazione organica è importante per un e-Commerce.

Nov 03
Pubblicato in Blog e consigli seo

Russia: vendere online e strumenti di pagamento

Mercato russo è molto diverso dagli altri mercati europei o mondiali quando si tratta di pagamenti online. Il commercio elettronico è in una fase molto precoce del suo sviluppo, e la fiducia nei pagamenti online è ancora bassa. Ne è prova, infatti, l'abitudine ancora modo molto comune di pagare alla consegna i prodotti acquistati on-line.

I sistemi di pagamento online Russi dominano il mercato, mentre PayPal ha una piccola quota di mercato. In Russia i sistemi di pagamento online più utilizzati sono, infatti, Payu e Robokassa, che hanno le loro specificità e devono essere conosciuti ed implementati prima di rivolgersi al mercato russo con il proprio sito di e-Commerce.

In questo articolo cercheremo di spiegare quali sono le prospettive future le difficoltà e le opportunità per sviluppare correttamente una attività di commercio elettronico in Russia

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